In lontananza uno scenario meraviglioso fatto di ubertose
colline ammantate di uliveti. A cavaliere di esse, il Convento
dei Minimi di San Francesco da Paola santo patrono di
Roccabernarda cui un ingente numero di devoti accorre a rendere
grazie nelle processioni dell'ultima domenica di Maggio e
dell'otto Settembre che, visto da lontano, appare come un blocco
uniforme, poi, a mano a mano che ci si avvicina ci si accorge che
il gigante è morto, ne restano solo pochi ruderi. Al
presente le condizioni di staticità sono precarie. Esso
sorge su un'altura a sud di Roccabernarda ed in posizione
più elevata. Vi si accede da una mulattiera molto ripida. Il
Convento insiste su un ampio pianoro fertile sfruttato a scopo
agricolo. Fu fondato nell'anno 1593 dai padri paolotti seguaci di
San Francesco. Sembra che a presiedere alla fondazione sia stato
un compagno di San Francesco, nativo di Roccabernarda, il beato
Giovanni Cadurio. Del Convento, distrutto dal terremoto del 1783,
saccheggiato nei secoli successivi e fino ai nostri giorni, si
conservano la maggior parte delle strutture e le linee
essenziali. L'esame dell'impianto generale del monumento e,
soprattutto, dei caratteri linguistici e formali dei superstiti
apparati decorativi del presbiterio, vicini per molti aspetti a
quelli dei chiostri paolotti di Cosenza e Montalto Uffugo,
evidenzia una raffinata cultura di intonazione classicista
originariamente contaminata da arcaismi goticheggianti, e induce
a riconoscere nell'opera un testo significativo nello svolgimento
dell'architettura rinascimentale in Calabria . Ciò che si
è potuto costruire sulla sua storia indica come tale
struttura, soprattutto in età bizantina, ricoprisse un ruolo
centrale, come Chiesa, all'interno dell'organizzazione
territoriale del monachesimo di osservanza greca.
Successivamente, probabilmente inglobato all'interno delle
fondazioni cistercensi, ha subito un processo di decadenza.
L'edificio è poi riassunto al rango di polo ecclesiastico ed
economico di primaria importanza con l'insediarsi del culto di
Francesco da Paola e dei suoi monaci. Tuttavia le conclusioni di
un'indagine attorno ad esso sono ben lungi dall'essere prossime:
necessita una seria ed estesa campagna di scavi, unitamente ad
un'azione energica che porti a consolidare l'esistente e a
preservarlo,che incontra però l'ostacolo del disinteresse
delle amministrazioni locali.
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